Un acquario a misura di Betta

di Ilaria Tarquini
Articolo pubblicato su Aquariophylia 8-133, numero monografico dedicato ai Betta

 

Impossibile entrare in un negozio di acquari e non rimanere affascinati dai colori e dall’eleganza nei movimenti dei Betta splendens selezionati. Tanto che, spesso, si decide di “adottarne” uno ma… come dovrebbe essere un acquario a misura di Betta?
Innanzitutto è necessaria una precisazione: in questo articolo parlo di Betta splendens selezionati, le cui esigenze e il cui comportamento, differiscono non poco dai non selezionati. Bisogna tenere presente che i maschi delle varietà selezionate di questa specie, sono caratterizzati da una spiccata aggressività nei confronti dei conspecifici dello stesso sesso, per cui è impossibile tenere due o più maschi in un unico acquario, per quanto grande sia, finirebbero con l’ingaggiare una lotta all’ultimo sangue. Potrà essere ospitato un solo maschio per ogni acquario.

 

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Betta splendens Show Plakat copper maschio in acquario allestito

 

Anche le femmine mostrano un carattere forte, non di rado si assiste a delle scaramucce tra loro e alla presenza di una dominante sulle altre. Tale circostanza consente la convivenza tra più femmine, a patto che vi sia sufficiente spazio e nascondigli.
Infine vi è un terzo abbinamento per ammirare questo stupendo pesce, ossia un maschio con una o più femmine. Il corteggiamento del maschio è molto insistente nei confronti della (o delle) partner, concretizzandosi in inseguimenti, parate e spesso anche morsi. Per questo la convivenza tra i due sessi sarà possibile solo se si avrà a disposizione un acquario sufficientemente ampio e dotato di una fitta vegetazione, che garantisca alle femmine dei ripari sicuri.

 

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Accoppiamento in acquario allestito, uno dei modi di riprodurre Betta più naturali

 

Da questa breve trattazione, risulta evidente che possiamo scegliere fra tre diverse modalità per allevare il Betta splendens selezionato. Passiamo dunque a indicare delle linee guida per le diverse opzioni.
Un singolo maschio potrà essere ospitato in un acquario dai 30 litri lordi in su, mentre per una coppia (maschio più femmina) o un trio (maschio più 2 femmine), sono necessari almeno 60 litri lordi. Più l’acquario è ampio, più femmine potremo inserire, considerando almeno 20 litri per ogni esemplare.
Tenendo a mente i tratti caratteriali sopra citati e la tendenza di questa che, a differenza di altre specie, prova ad insinuarsi tra la vegetazione e addirittura sostare su di essa, è evidente che la parola d’ordine per un allestimento ottimale è “una buona piantumazione”. La vegetazione dovrebbe essere tale da creare una vera e propria giungla sommersa, con gli steli che tagliano la visuale dei pesci, così da non essere costantemente a vista tra di loro, fitti per fornire nascondigli, che arrivano anche sino alla superficie, ove i Betta sono soliti prendere boccate d’aria e costruire il proprio nido di bolle. La folta vegetazione svolgerà anche una funzione di attenuazione dell’illuminazione, la quale con questa specie non dovrebbe mai essere intensa, così com’è preferibile un fondo scuro per evitare fastidiosi riverberi. Risulteranno efficaci in tal senso e molto apprezzate dai nostri pinnuti, anche le piante galleggianti, che non dovrebbero mai mancare in un acquario dedicato agli anabantidi.

 

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Piante galleggianti in una vasca allestita per Betta, si intravede anche la coppia nel momento successivo all’abbraccio

 

I Betta, specialmente i più anziani, hanno l’abitudine di sostare, per un breve riposo, poggiati sul fondo o su piante; quindi, volendo far loro cosa gradita, potremmo predisporre vegetazione a foglia larga e/o cuscini di muschio. L’allestimento potrà essere arricchito e reso più naturale, con l’aggiunta di radici, pigne di ontano e foglie di catappa, quercia o castagno, tutti materiali che doneranno all’acqua un colore ambrato e contribuiranno ad acidificarla.
Per quanto riguarda i parametri dell’acqua, i Betta selezionati si sono adattati a vivere in un range abbastanza ampio:
6,5 < PH < 7,5
Acqua tenera o a durezza media.
Temperatura tra 24 e 27 °C.

 

Immancabile è un accorgimento strutturale dell’acquario: il coperchio. Questi pesci, oltre ad essere abili saltatori, hanno anche l’abitudine di salire in superficie per prendere boccate d’aria, essendo dotati di un particolare organo, il labirinto, che consente loro di respirare ossigeno direttamente dall’atmosfera. La copertura della vasca avrà, perciò, la duplice funzione di evitare che i Betta saltino fuori e di mantenere caldo lo strato d’aria al di sopra della superficie dell’acqua, onde evitare infezioni alle vie respiratorie del pesce conseguenti all’inalazione di aria fredda.

 

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Le piante galleggianti forniscono anche un ottimo supporto per il nido

 

Infine vogliamo produrre una nota sulla possibile convivenza tra Betta selezionati e altri animali. Il nostro beniamino non è un pesce aggressivo nei confronti delle altre specie, purché non abbiano dimensioni talmente contenute da costituire una possibile preda, pesci di 2 cm risultano già idonei. Dalla mia esperienza, ho però costatato che la condivisione di uno spazio ridotto (30 litri) con altri piccoli pesci, rende spesso il Betta irrequieto e infastidito, non di rado lo si vedrà andare in parata nei confronti dei coinquilini. Non si tratta di un dogma: molto dipende dal carattere del singolo esemplare ma, personalmente, consiglio un acquario di comunità solo dai 40 litri in su e comunque mai affollato.
L’abbinamento con le caridine il più delle volte finisce con la visione di questi piccoli crostacei in bocca al Betta. Qualche chance in più l’hanno le caridine di grandi dimensioni, come ad esempio le japonica, i cui lunghi baffi attirano comunque l’attenzione del nostro pinnuto, che prima o poi assesta un morso. Io mi sento di sconsigliare la convivenza tra Betta e caridine.
Con queste semplici accortezze fornirete ai vostri Betta splendens selezionati un ambiente confortevole, e loro vi ripagheranno mostrando al meglio i loro colori e la loro vivacità.

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