Ictioftiriasi o Malattia dei puntini bianchi PDF Stampa E-mail

L'ictioftiriasi, più comunemente conosciuta come "malattia dei puntini bianchi", è una delle patologie più comuni in acquario, l'agente eziologico della malattia è un protozoo ciliato, Ichthyophthirius multifiliis.

 

Il ciclo del parassita comprende un solo ospite: i pesci. Il parassita, in forma di teronte, si incista a livello di epidermide, branchie e pinne formando i caratteristici puntini bianchi. La sua trasformazione in trofonte e il successivo accrescimento del parassita in questo stadio sono dovuti al nutrimento che quest'ultimo trae dai tessuti dell'ospite.

Terminato l'accrescimento, il parassita assume la forma di tomonte e si sgancia dall'ospite per finire sul fondo della vasca e/o sugli arredi. Un tomonte può dare origine a oltre 1500 tomiti (a questa caratteristica dobbiamo il suo nome I. multifiliis, ovvero "molti figli").

I tomiti, una volta rotta la cisti si trasformano in teronti (assumono forma più allungata e le cilia, che permetteranno loro di nuotare liberamente nell'acqua per raggiungere il prossimo ospite).

 

Immagine tratta da http://www.biologie.uni-erlangen.de

 

La durata del ciclo del parassita dipende dalla temperatura in vasca. L'optimum per I. multifiliis è di 24-26°C, a questa temperatura il parassita impiega circa una settimana per completare tutto il ciclo.

Se la temperatura diminuisce, la durata del ciclo aumenta (es. 10 giorni a 15°C e circa un mese a 10°C) e viceversa se invece aumentiamo la temperatura. Questo è il motivo per cui oltre al trattamento farmacologico si consiglia sempre di aumentare la temperatura in vasca, in modo da favorire il distacco delle cisti dall'ospite.

 

La causa principale che scatena una infestazione da I. multifiliis è un forte sbalzo di temperatura che si può avere in vasche senza riscaldatore o quando eseguiamo un consistente cambio con acqua a temperatura di alcuni gradi inferiore a quella presente in vasca o ancora quando introduciamo dei pesci acquistati senza prima ambientarli o ambientandoli male.

 

Sintomi utili alla diagnosi:

- I puntini bianchi sono un sintomo patognomonico (caratteristico) della malattia e sicuramente il meglio riconoscibile.

- Pesci che si grattano contro gli arredi della vasca tentando di liberarsi dai fastidiosi parassiti.

- Pesci con difficoltà respiratorie o respiro affannato/veloce; i parassiti incistati sulle branchie le danneggiano, diminuendo così   la superficie utile agli scambi gassosi.

 

Trattamento:

Per infestazioni blande o per ictioftiriasi presa ai primi stadi può essere sufficiente alzare la temperatura dell'acqua fino a 30°C (gradatamente, circa 1-1.5°C al giorno) e aggiungere 10 grammi di sale da cucina/litro (10 grammi corrispondono a un cucchiaino da caffè) all'acqua (si consiglia sale grosso, inserito tal quale, in modo che lo scioglimento sia graduale e così anche l'aumento della salinità dell'acqua, senza provocare eccessivo stress dell'animale).

Si consiglia di effettuare il trattamento in una vasca separata, con la stessa acqua dell'acquario, perchè le piante risentirebbero molto dell'aggiunta del sale.

 

Per infestazioni più gravi invece si ricorre all'uso di verde malachite. Si prepara una soluzione di 10mg di verde malachite per 1 litro d'acqua. 6 ml di questa soluzione bastano per trattare una vasca da 100 litri ( Prof. H. J. Noga).

Il trattamento deve durare 3-5 giorni, per uccidere i parassiti ad ogni stadio e va ripetuto dopo circa una settimana, per uccidere i parassiti che durante il primo trattamento si trovavano in forma di ciste, molto più resistente al medicinale del parassita in forma libera.

Esistono inoltre in commercio numerosi prodotti specifici per ictioftiriasi a base di verde malachite (es. Costawert della SERA).

 

Accorgimenti:

-Durante il trattamento è bene tenere acceso l'areatore, per contrastare la diminuzione della disponibilità di ossigeno dovuta al trattamento in vasca.

-Finito il trattamento, eseguire un cambio d'acqua del 20-50% e inserire carbone attivo nel filtro per 48-72 ore (dopo le quali va rimosso)

-Riportare infine la temperatura dai 30°C a quella originale ma sempre in modo graduale (1-1.5°C al giorno).

 

Scritto da Roberto Silverii, copyright Associazione Italiana Betta

 

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